STATO DI AGITAZIONE DELLE GUARDIE DEL CONSORZIO GUARDIE GIURATE DI MASSAFRA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la seguente nota del Segretario Nazionale del Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, Vincenzo del Vicario, inviata al Ministro Poletti, al Capo della Polizia Gabrielli, al Prefetto di Taranto Cafagna, al Questore di Taranto Schimera, alla Guardia di Finanza di Taranto, all'Ispettore Territoriale del Lavoro di Taranto Campanelli, al Direttore Provinciale dell'INPS di Taranto Cristiano.

Si fa seguito alla nostra pari oggetto del 9 dicembre 2017, che per i Ministri dell’Interno e del Lavoro e per il Capo della Polizia si allega in copia, per rappresentare che la situazione di grave disagio del personale del Consorzio in oggetto permane immutata. I nostri iscritti, infatti, continuano a non ricevere il dovuto e a essere immotivatamente discriminati rispetto ad altre fasce interamente tutelate di lavoratori del medesimo Ente.

Un Consorzio di servizio fra più imprenditori che, mentre omette di adempiere regolarmente le sue obbligazioni nei confronti dei lavoratori, non è chiaramente dato intendere da chi sia composto.

Abbiamo tentato un’interlocuzione con il Commissario SPERA, ma abbiamo dovuto prendere atto che egli preferisca dialogare con rappresentanti sindacali che dell’interesse dei lavoratori più compromessi non hanno alcuna cura. Né, per vero, ci possono impressionare i richiami paternalistici rivolti a mezzo stampa, senza alcun impegno formale per la regolarizzazione delle posizioni dei nostri rappresentati.

Sugli aspetti fiscali e del lavoro di questa vicenda è bene che indaghino i competenti Uffici di polizia e dell’Amministrazione pubblica. Da Prefettura e Questura ci aspetteremmo, invece, che finalmente sia posta in essere un’analisi dei servizi fatti espletare alle Guardie del Consorzio, per verificare la loro rispondenza alle norme vigenti (in relazione ai tempi e ai modi dei servizi stessi, ma anche con riguardo alle obbligazioni accessorie del datore di lavoro, come quella dell’addestramento o della fornitura di idonei presidii antiinfortunistici e per la difesa passiva individuale).

Insomma, l’organizzazione del Consorzio e lo standard qualitativo del servizio offerto (specie ora che da tanti giorni un rilevante numero di Guardie è sceso in sciopero), dovrebbero essere la preoccupazione delle Autorità di pubblica sicurezza, secondo quanto previsto dal TULPS e dal relativo Regolamento, ma così, in assenza di qualsiasi controllo o di espressi richiami, non appare essere.

Mentre sarà dato ampio mandato ai legali di esperire ogni azione finalizzata a dare ristoro alle Guardie Giurate da noi rappresentate, non possiamo non rilevare, allora, come in apparenza sia mancata da parte delle Autorità di pubblica sicurezza ogni concreta azione – anche solo di moral suasion – nei confronti dei Responsabili del Consorzio e degli Associati (dei quali, lo si ribadisce, non è consentito avere nemmeno un elenco aggiornato, come pure doverosamente dovrebbe essere).

Non è chiaro, tra l’altro, il motivo per il quale, allo stesso codice fiscale dell’Ente (80012530731 – Matr. INPS 7803166946), presso l’INPS risultino due posizioni: una intestata a “Consorzio Guardie Giurate di Massafra” (gestione ex INPDAP) e una al “Consorzio Guardie Campestri”, con contratti di lavoro tra loro eterogenei e con posizioni contributive non chiare.

A ciò si aggiunga che la lunghezza dei tempi burocratici d’accertamento e di contestazione delle violazioni commesse dal Consorzio in parola nei confronti dei lavoratori, al pari dell’assenza di provvedimenti tendenti a rimuovere le cause di queste illegittime condotte (e ricordiamo che, pur avendo regolarmente lavorato le Guardie Giurate vantano crediti per retribuzioni non corrisposte superiori anche ai 50.000 euro), ha già provocato gravi danni ai lavoratori stessi e alle loro famiglie, dei quali è nostra intenzione richiedere il risarcimento nelle opportune sedi.

Le domande che poniamo alle SS.LL. sono: fino a quando dovrà durare questa condizione di assoluto disprezzo per le condizioni dei lavoratori? Fino a quando dovremo continuare il nostro sciopero a oltranza (iniziato il 20 gennaio scorso e mai interrotto!) per ottenere il riconoscimento dei nostri più elementari diritti di uomini e lavoratori?

Vi saremo davvero grati se ci potrete dare delle risposte in tempi compatibili con quelli delle fondamentali necessità umane e, se possibile, delle soluzioni per i lavoratori del Consorzio tarantino.

Con osservanza.

IL SEGRETARIO NAZIONALE
Vincenzo del Vicario

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